venerdì 17 giugno 2016

La rivoluzione gentile 3 (Utopie concrete)





L’intervista fattami da Enzo Colarusso necessita di qualche chiarimento o integrazione.


1. Ciò che non uccide rende più forti

Il titolo (ma è legittimo che un giornalista “cerchi” l’effetto) dà peso ad un passaggio tutto sommato marginale. Per altro, con il senno di poi, quanto accaduto mi ha consentito di sperimentare che davvero è possibile battere nuove strade, cercare nuovi strumenti di dialogo con la città, utilizzare in maniera creativa la tecnologia senza scimmiottare chi, in termini di vecchia propaganda, sarà sempre più attrezzato di noi in termini sia di denaro che di lavoro semiservile. Insomma, Dio benedica quella notte del 28 febbraio, in cui gli attivisti del Meetup “Grilli Sanniti” scelsero Marianna Farese come candidato Portavoce! Ogni gruppo o comunità ha al suo interno dialettiche e scontri. Il nostro non ne è immune. Ma, se è vero che ciò che non uccide rende più forti, abbiamo innanzi a noi la sfida di rendere le diversità di punti di vista l’alimento per nuova crescita di un gruppo nel quale sono entrato nel febbraio 2014 e che ha il merito enorme di aver fatto del M5S una soggetto politico di riferimento per l’intero territorio.

2. I giovani, la politica, “le sudate carte”

Ribadisco nell’intervista che il mio risultato personale, se non vuole diventare una mera curiosità statistica, potrebbe ingenerare una riflessione sulle forme della comunicazione politica al tempo della Rete. Confesso che la mia più grande ambizione è quella di coniugare pedagogia e politica (ovviamente e rigorosamente al di fuori del mio lavoro di docente). È un’ambizione “smisurata”: essere uno dei tramite grazie al quale molti giovani possano avvicinarsi all’attivismo civico, deponendo il legittimo disgusto derivato dalla degenerazione e dalla corruzione della politica tradizionale, anche a Benevento.
Nello stesso tempo sarei ben felice di poter avviare una ritessitura di ambiti che, sia su scala nazionale che locale, appaiono irrimediabilmente scissi. Gli sciocchi ritengono che possa esserci azione senza pensiero, senza idee, senza analisi della realtà, senza studio. Come se leggere un libro, per fare un esempio, non fosse un’azione potentemente trasformativa di noi stessi e, dunque, della realtà circostante. Lascio a costoro la stolida illusione d’essere uomini d’azione. Preferisco immaginare che, qui, ora, a Benevento, i giovani che si appassioneranno alla cosa pubblica e decideranno di “agire”, sentano il bisogno di trovare pensieri e parole all’altezza della sfida: sentano il bisogno della storia e della filosofia, dell’archeologia e del greco, della storia dell’arte e del latino.
Gli studi più tradizionali e gli strumenti più innovativi.... Potrebbe essere una buona sintesi della piccola “utopia concreta” che soggiace all’intervista.


3. Futuro prossimo: fare rete

Cosa ci attende nell’immediato futuro? In primis, il ballottaggio che chiuderà una tristissima campagna elettorale in cui entrambi i competitor rimasti in gara, espressione dello stesso ceto politico professionale, hanno toccato il fondo, non disdegnando il dileggio personale, e mostrando la povertà di proposta politica. Come detto e ripetuto, io eserciterò il mio diritto di voto, perché è costato sangue ai nostri nonni.


E dopo? Dopo ci metteremo a studiare per essere all’altezza del mandato affidatoci dagli elettori, vigileremo, proporremo con la grande ambizione (la seconda!) di diventare il punto di riferimento delle migliori energie operanti a Benevento nei più svariati ambiti. Un punto di riferimento nelle istituzioni perché le battaglie sul territorio finalmente possano ricevere l’attenzione che meritano. Ed è per questo che mi piacerebbe un atteggiamento non preconcetto nei nostri confronti. Io credo che nessuno di noi abbia tutte le competenze necessarie a “decifrare” i bisogni della città. Per questo è fondamentale creare una “rete” di cui il M5S può essere un nodo, presente nel Palazzo con i suoi eletti e sul territorio con i suoi attivisti del Meetup. Di qui il mio invito vibrante a tutti coloro che da anni si battono per l’ambiente, per la tutela della bellezza, per la giustizia sociale. Facciamo rete! Lavoriamo insieme sulle singole questioni, seguendo modelli già utilizzati con successo (vedi la “questione mensa”). Quello che chiediamo, però, è che nessuno pretenda di avere la guida dei processi, di ritenersi il detentore della verità e della “giusta via”. Noi ci saremo con l’umiltà di chi entra per la prima volta in istituzioni deturpate da un “potere inutile” ma anche con l’orgoglio di aver avuto una legittimazione dal basso di cui tener conto. Questo è accaduto non in virtù della fortuna o delle circostanze ma per il lavoro spesso nascosto degli attivisti storici che, dall’estate del 2007, testimoniano i principi e le prassi del MoVimento 5 Stelle. Se io siederò negli scranni del Consiglio comunale di Benevento lo debbo al loro lavoro quasi decennale. 


lunedì 13 giugno 2016

La rivoluzione gentile 2 (Nessun compromesso)


Largo!
Ah, che bel vivere,
che bel piacere
che bel piacere
per un consigliere
di qualità 
di qualità !
Tutti mi chiedono,
tutti mi vogliono,
Umberto, Clemente,
perfino il fanciullo
dai biondi capelli...

Mi sia concesso l’uso del sarcasmo in questi giorni in cui entrano in rotta di collisione modi di concepire e praticare la politica incompatibili. Mi fa sorridere lo stupore che leggo negli occhi o nelle parole di chi si affanna a farci proposte “indecenti” pur di strappare un cenno o una parola di sostegno in vista del ballottaggio. Appare sconcertante a chi intende la politica come "carriera" o supporto alla professione che ci siano persone non in vendita, a nessun prezzo. Perché fino ad oggi, evidentemente, e l’indecoroso trasformismo che più volte ho analizzato lo mostra, c’è stato un listino prezzi continuamente aggiornato.


Dunque, non è stato neanche necessario entrare ancora in Consiglio per iniziare a trasformare radicalmente lo scenario politico cittadino.
Lo ribadisco (ove ce ne fosse bisogno avendolo detto direttamente o indirettamente agli interessati): per me Del Vecchio e Mastella pari sono. Facce della stessa medaglia politica, oramai arrugginita. Ho già scritto che “nessuno dei suddetti” mi può rappresentare. È finito il tempo della scelta del “meno peggio”. Di “realismo politico” questo paese è quasi morto. E non si faccia risuonare l'appello all'etica della responsabilità!


Spiace che altri abbiano fatto scelte poco coerenti con quanto affermato in campagna elettorale:
Ribadendo affetto per Vittoria Principe, che conosco dall'adolescenza, e avendo comunque ritenuto assolutamente velleitaria la sua proposta politica, priva di radici e condivisione, noto con dispiacere questo posizionamento che contraddice quanto da lei stessa affermato in campagna elettorale.
Esattamente come fa Raffaele Tibaldi appoggiando Del Vecchio, dopo averne dette peste e corna. 
Con inevitabile coda avvelenata.
Ho avuto modo di notare, per altro, che concezione avvilente del "popolo" emerga da queste scelte, dialogando con Anna Maria Pedicini.

Unica posizione coerente, per ora, quella di Gianfranco Ucci.

Constato, però, con grande soddisfazione (sono certi condivisa dai tantissimi che guardano con speranza al M5S) che sia Raffaele Del Vecchio che Clemente Mastella, nel tentativo palese di ingraziarti il M5S o il suo elettorato, stanno prendendo impegni importanti e facendo scelte in controtendenza rispetto all’ultima stagione: dai nomi dialcuni assessori (in risposta alla nostra “chiamata pubblica”) alla questione mensa, dalla Commissione trasparenza al reddito di dignità. L’auspicio è che queste promesse non siano solo un volgare espediente elettorale. Li ricorderemo a chiunque dovesse diventare Sindaco della città.
A mio avviso, e qui entriamo nel campo degli impegni, il M5S svolgerà una quadruplice funzione:
1) sarà il terminale istituzione della “cittadinanza attiva” diffusa;

2) promuoverà su temi decisivi (acqua pubblica, processi, mensa et cetera) contrinformazione a favore dei cittadini;

3) farà proposte concrete incalzando l’amministrazione, nella consapevolezza che i cambiamenti possono essere promossi dal basso e da piccoli gruppi consapevoli;


4)  vigilerà sul corretto uso delle risorse pubbliche.

Non si sono fatti, non si fanno e non si faranno accordi con nessuno né sopra né sotto banco. Si collaborerà dopo sulle questioni concrete, senza fare opposizione aprioristica e “ideologica”, con chiunque. La nostra stella polare sarà solo e sempre il bene comune. Basta una persona (e noi saremo sicuramente in due, forse più: siamo ricchi!) motivata e con la schiena dritta a cambiare istituzioni malate.



sabato 11 giugno 2016

La rivoluzione gentile 1 (Che fare?)


Ho iniziato a scrivere il "Diario politico" sul mio blog in un momento di grande sconforto. Ero convinto di non avere spazi di agibilità all’interno del mio movimento. Ero deluso dal comportamento di alcuni miei compagni di percorso, che ritenevo (e ritengo ancora) scorretto nei miei confronti. E non si badi (e per ritornare in maniera definitiva e tombale su uno dei tormentoni elettorali e post-elettorali) perché non fossi stato prescelto a guidare il Movimento come candidato portavoce. Da quella famosa notte, ho sempre agito con lealtà nei confronti di Marianna e del gruppo. Come ama ripetere lei: «Cercano di spaccarci...». Non ci sono riusciti e non ci riusciranno. Ora (speriamo con altri!) abbiamo il grande compito di rappresentare il M5S a Benevento. Lo faremo insieme, lavorando gomito a gomito.

Iniziai, in quel momento di sconforto, a scrivere il "Diario politico". Ora è necessario fare altro. Si avvia un percorso dentro le istituzioni. Vorrei, dunque, che il blog fosse uno degli strumenti attraverso cui aggiornare i cittadini su quanto faremo e continuare ad analizzare le questioni politiche all’ordine del giorno.  Utilizzerò, dunque, per i post "dall'interno" delle istituzioni lo slogan che mi ha accompagnato in questi mesi, la "rivoluzione gentile". Ma si alterneranno, come sempre, a post filosofici o poetici. È finito il tempo della politica come "professione" con la sua lingua mortua. È necessario innovare pensieri e parole, stabilire rapporti fra ambiti percepiti fino ad oggi come separati. Porteremo a Palazzo Mosti parole nuove, sorrette da prassi innovative. Senza alcun estetismo, attenti ad incidere ogni giorno sul “movimento reale”. Ma anche ridando a Benevento il sogno che manca da troppi anni.

Quali sono le sollecitazioni cui siamo sottoposti in questo periodo? Attraverso telefonate a tutti i candidati, i due competitor rimasti in campo stanno cercando di ottenere qualcosa che assomigli ad un endorsement a loro favore. Si stanno prodigando in impegni che spesso mutuano i termini stessi delle nostre proposte programmatiche (la “casa di vetro” è la più emblematica). Clemente Mastella addirittura, con una sottigliezza retorica, ci offre degli assessorati. Siamo contenti. Riteniamo che la nostra presenza abbia già trasformato la scena politica cittadina, costretto a scelte coraggiose e di rottura (non importa che siano strategie elettorali: chiederemo conto degli impegni presi). Anche i nostri elettori ci fermano per strada o ci chiamano o ci scrivono, chiedendoci: che fare ora? Per quanto ci riguarda Mastella e Del Vecchio sono una falsa alternativa, espressione di una stessa visione della politica. Ci si può solo scherzare sopra come ha fatto Beneventanamanera.

O adattare all'uso italico una memorabile scena di Ace Ventura, sostituendo Trump con Mastella e la Clinton con Del Vecchio.

Io ribadisco (abbracciando il "bambino" beneventano) quanto già detto: liberi i nostri elettori (e ci mancherebbe! L’importante è andare nel seggio elettorale perché la democrazia è un dono fragile e prezioso), io andrò ad esercitare il diritto di voto annullando la scheda, ricordando un film evocato da Antonio Furno in questi giorni...


Mercoledì inizia una fase nuova a Benevento. Il Meetup “Grilli Sanniti”, del quale sono membro orgoglioso, si riunisce per la prima volta dopo l’impegno elettorale. 
Il mio auspicio è quello di vedere non solo gli amici che ci hanno sostenuto in questi anni ma anche volti nuovi, soprattutto giovani. La “rivoluzione gentile” (a proposito, Di Maio mi deve un caffè!) è appena agli inizi. Ora, insieme a migliaia di persone da mettere in rete, è necessario preparare capillarmente, giorno per giorno, la presa di Palazzo Mosti nel 2021. Sia chiaro: la realtà si cambia comunque, anche con solo Marianna e me in Consiglio. Quindi la vera sfida è guidare la città avendo creato in questi anni un corposo nucleo di cittadini consapevoli. Una vasto programma politico e pedagogico nello stesso tempo che mi riempie di entusiasmo.

P.S.
Qui non l’ho ancora fatto... Alle 804 persone che mi hanno votato, la stragrande maggioranza delle quali non so chi siano... 

venerdì 10 giugno 2016

«Il caso del filosofo che diventa re di preferenze»


L'articolo uscito a caldo di Antonio Tretola contiene alcune indicazioni utili che vanno ben oltre la mia persona:
1) il confronto con due "signori delle preferenze" fa emergere una possibilità che mi piace additare ai più giovani. Non è necessario essere lo yes-man di un politico importante o il figlio di un imprenditore importante per avere consenso;
2) la filosofia (pur essendo io un semplice professore di Liceo e non un filosofo come Antonio scrive), se declinata correttamente, può essere uno strumento di comprensione della realtà e prassi trasformatrice; 
3) fare una campagna elettorale di contenuti, utilizzando un linguaggio nuovo e gli strumenti "social", cercando elettorato consapevole e non voto amico o parentale, premia. Anche in questo caso un'indicazione per i più giovani. 
Se dovessi scegliere la mia nemesi in questa campagna elettorale direi che è il giovane Cambareri. Figlio di un noto imprenditore, già candidatosi a Cervinara qualche anno fa, ha tappezzato la città di 6x3 che immagino siano costati non poco. Nessuna idea, nessuna nota alla stampa, uno slogan di banalità sconcertante. Una jeunesse dorée il cui messaggio devastante voleva essere: con il denaro è possibile comprare tutto, anche il consenso. 
La politica può cambiare anche nelle sue forme comunicative e nei suoi linguaggi. Non esiste solo il marketing (e questo lo dico anche ad una parte dei miei compagni di percorso, vittime anch'essi talvolta di tale perniciosa illusione). Se il mio successo personale, inatteso, può avere un senso mi piacerebbe fosse questo. Utilizzando il linguaggio del marketing direi: ragazzi, studiate filosofia (e tante altre cose)! Diventerete credibili agli occhi della gente, che non ha più bisogno di αἴσθησις ma di ἐπιστήμη. O almeno di una δόξα argomentata (e, dunque, ragazzi, studiate anche il greco, se possibile, che vi darà il codice della politica occidentale).


Ovviamente, ora è tutto da dimostrare. In particolare che gli intellettuali sappiano badare al concreto. Non sarà impresa facile passare da Heidegger alle delibere. Le oltre 800 persone che mi hanno conferito mandato di vigilare e proporre mi impongono di mettermi a studiare.


P.S.
Grazie ad Antonio Tretola, sempre molto attento. In particolare perché, durante il Focus sull'urbanistica a Piazzetta Arechi II, con l'amabile sarcasmo che mi ha sempre riservato da milanista e "realista" in politica, aveva profetizzato che avrei conteso le scettro delle preferenze a Luigi Scarinzi. 

giovedì 9 giugno 2016

«Il prof di filosofia che ha fatto incetta di preferenze»: intervista al «Sannio»


Insomma professor Sguera, ci spieghi. Si può diventare un 'signore delle preferenze' senza avere sul tavolo un libretto medico, non una pratica forense o edilizia, né contratti di lavoro di dipendenti. Ma solo libri, di poesia o di filosofia. Come si fa? Se l'aspettava?

Non me lo aspettavo, lo confesso. Quindi lasciami ringraziare tutti coloro che si sono spesi, in particolare gli attivisti del M5S che hanno lavorato nell’ombra. Però lo considero un segno (ancora tutto da interpretare) di un possibile modo innovativo di praticare la politica. Cento euro: tanto è costata la mia campagna elettorale, tutta social, tutta di analisi e proposta, tutta focalizzata sul gruppo e non su di me. Al di là della mia persona, vorrei fosse un modello per i giovani. Contro l’illusione che i soldi comprino anche il consenso. Infine, mi piacerebbe che il linguaggio stesso della politica, mortifero, fosse innovato, contaminato con quello della poesia e della filosofia. Abbiamo bisogno di pensieri nuovi e parole nuove.

Passiamo alla politica. Nonostante vi fosse in città un potente vento di cambiamento, una volontà di rottura col sistema forse in Italia paragonabile solo a quella di Roma, M5S non entra mai in partita per il ballottaggio e deve accontentarsi della terza piazza, il risultato minimo. Perché?

Non sottovaluterei il risultato di Benevento. Abbiamo agito da forza extraconsiliare. Il reticolo familistico e clientelare è ancora potente. Viviamo, di fatto, in un grande paese. Immagino un “rivoluzione” molecolare lenta ma inesorabile, con il nostro piccolo manipolo che scava goccia a goccia la roccia, tira fuori gli scheletri dagli armadi della giunta Pepe-Del Vecchio, ma appoggi anche istanze condivisibili da chiunque provengano (siano esse il reddito di dignità, la mensa bio e a km zero o una soluzione ragionevole del problema dei senza-casa).

Mandi un messaggio a chi le dice: l'ho votata al Consiglio, ma l'avrei voluta votare come sindaco.

Per me è stato fondamentale confrontarmi con la scommessa delle preferenze. Dico loro: questo è l’avvio di un percorso. Spero di incontrarli tutti a breve e discuterne insieme, nello spirito del MoVimento 5 Stelle, insieme a Marianna. Panifichiamo la speranza, per dirla con Char. Il passato non mi interessa. Altri possono farlo se vogliono. A me non interessa più.

Ultima domanda: dibattito interno ai 5 Stelle. Vi aprirete o come fino alle Comunarie vi rifugerete in un silenzio oggettivamente un po' settario.


Non condivido la critica. Al contrario. Io credo che la nostra comunicazione diffusa, molto social, sia un passo avanti rispetto al resto. Noi parliamo tantissimo! Ma non centralizziamo la comunicazione. Per il resto, smaltiamo le tossine di questi mesi e ci mettiamo al lavoro per pianificare le priorità da portare in Consiglio e, per quanto mi riguarda, un rapporto nuovo con i MeetuUp della provincia e la chiamata a raccolta di una nuova leva giovane di attivisti. Nel 2021 si compirà la rivoluzione gentile appena iniziata.

(Intervista a cura di Antonio Tretola apparsa su «Il Sannio» dell'8 giugno 2016)

venerdì 3 giugno 2016

Sommario "a 5 stelle"


FEBBRAIO

Come divenni un cinque stelle

Ma ora verranno le stelle...

MARZO


Diario politico 1 (Odio gli indifferenti)

Diario politico 2 (Ci voto M5S a Benevento)
Diario politico 3 (Professione vs. servizio civile)
Diario politico 4 (Del Vecchio da decostruire)
Diario politico 5 (Mastella che sverna a Benevento)
Diario politico 6 (Giorni di un futuro passato)
Diario politico 7 (Cittadinanza attiva e nuova politica)
Diario politico 8 (La rivoluzione gentile)
Diario politico 9 (Trasformismi)

APRILE


Diario politico 10 (Competenze)

Diario politico 11 (Politique politicienne)
Diario politico 12 (Ragazzo, dovrai portare quel peso...)
Diario politico 13 (Mastella, la famiglia, la carità)
Diario politico 14 (Clemente Del Vecchio e Raffaele Mastella: stessa razza, stessa faccia)
Diario politico 15 (Eredità senza testamento: Casaleggio e Benevento)
Diario politico 16 (Scambismi)
Diario politico 17 (Le pietre e il popolo)
Diario politico 18 (Nun'zia mai)
Diario politico 19 (Nel segno di Zarro)
Un minuto, cinque stelle

MAGGIO


Diario politico 20 (I quattro dell'Ave Maria)

Diario politico 21 (Il biscotto Mastella-De Caro)
Diario politico 22 (Del Vecchio sive de futuro)
Diario politico 23 (Da che pulpito)
Diario politico 24 (Mi rivolto dunque siamo)
Diario politico 25 (Benevento, Europa)

GIUGNO


Diario politico 26 (Benevento, la Costituzione, i padri nobili)

5 giugno 2016: uno sguardo d'insieme sul M5S
Diario politico 27 (Appello al voto)



Diario politico 27 (Appello al voto)


Ho cercato in questi mesi di analizzare “dall’interno” la campagna elettorale, nella scomoda posizione del soldato impegno nello scontro che cerca di capire lo svolgimento della battaglia in corso e il possibile esito.
Questo è l’ultimo post di quella che credo e auspico sia la prima parte della contesa.
Ai miei occhi è chiaro che il cittadino si trova di fronte un’alternativa secca: la vecchia politica dei politici di professione (qualunque età essi abbiano) e la nuova politica fondata sull’attivismo civico e la passione civile.

Il giudizio sul centrosinistra rappresentato da Raffaele Del Vecchio è dato dalle condizioni penose, dal punto di vista ambientale ed economico, di Benevento. È apparso grottesco che si sia proposto di risolvere problemi creati in buona parte dalla amministrazione di cui è stato vicesindaco per 10 anni. La domanda è sorta spontanea: «Dove sei stato per dieci anni?». Riconsegnare la città a quel blocco di potere, dopo dieci anni di scempi, significherebbe proporre, su scala cittadina, una “sindrome di Stoccolma” dai tratti patologici.
L’altro lato della medaglia del professionismo politico è Clemente Mastella, che in quarant’anni di onesta militanza politica è divenuto uno dei simboli del trasformismo, degno per altro di una tesi di laurea dedicata al clientelismo

Sceglierlo significherebbe un salto nel passato che servirebbe solo a rilanciarne le ambizioni politiche nazionali, avendo egli dimostrato scarsissima conoscenza delle problematiche beneventane. La domanda è sorta spontanea: «Non sono già tanti quarant’anni di politica?»


Al netto di liste civiche, assolutamente degne ma meramente testimoniali, resta dunque la scelta del MoVimento Cinque Stelle e di Marianna Farese come candidato Sindaco.

Alla fine di questa lunga avventura, complessa, piena di contraddizioni che non nego a me stesso, di scivoloni ed errori ma anche di entusiasmo e passione civile, chiedo a chi legge e vota a Benevento un voto per due dei 32 candidati al Consiglio Comunale, un uomo e una donna

Personalmente, dopo aver speso 100 euro per la mia campagna elettorale, per i doverosi quanto inutili “santini” e la promozione di alcuni post sulla pagina Facebook, mi impegno a proseguire quanto intrapreso. La “rivoluzione gentile” è in marcia: qualunque sia il ruolo che ci toccherà, nella guida della città, nella intransigente opposizione a chi la governerà, nell’attivismo puro e semplice, essa è destinata a modificare radicalmente il volto di Benevento.
Questi saranno i principi cui ci ispireremo sempre:

Non ho mai nascosto a me stesso le contraddizioni e le tensioni interne, ma nello stesso tempo ho imparato in questi anni e, in particolare, in questi tre mesi "furiosi", che siamo una comunità. Per questo mi congedo con due foto tra le tante in cui traspare questo valore che prima di tutto testimoniamo.








5 giugno 2016: uno sguardo d'insieme sul M5S



Il nostro percorso è iniziato a settembre, sulla base di quanto fatto negli anni dal Meetup "Grilli Sanniti".
La lista dei 32 è nata da un blocco di "attivisti" cui si sono aggiunti simpatizzanti del M5S scelti dopo presentazione. 

La lista è stata presentata alla città il 21 febbraio. Ciascuno di loro provvederà a rendere pubblico un video di presentazione, il cv e il certificato del casellario giudiziario.
Contestualmente sono stati presentati i 4 candidati scelti dal Meetup per il ruolo di Sindaco/Portavoce e la Bozza del Programma partecipato.
Il 28 febbraio Marianna Farese viene scelta attraverso il voto di 65 attivisti come candidato Sindaco/Portavoce.

A metà marzo la lista del Meetup viene certificata e diventa ufficialmente una lista a 5 stelle.
A marzo viene completato il Programma partecipato. E' diviso in 5 stelle e ha visto il coinvolgimento non solo degli attivisti ma anche di molti esperti simpatizzanti per il MoVimento.
L'apertura ufficiale della campagna elettorale avviene il 15 aprile davanti all'Arco Traiano.


Il Programma viene presentato in 6 incontri tematici che portano alla selezione di 30 punti-chiave.
Il 15 maggio, in un Hotel President gremito fino all'inverosimile, Luigi Di Maio e Valeria Ciarambino presentano Marianna Farese e la lista del M5S alla città.



Il 21 maggio si svolge la "Festa della Partecipazione" che vede la presenza, fra gli altri, di Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carlo Sibilia, Nicola Morra.





Il 25 maggio si tiene il focus sull'urbanistica, con la presenza della senatrice Paola Nugnes.

Contestualmente viene effettuata la "chiamata pubblica" per la selezione degli Assessori in base alle competenze.

Il 27 maggio si svolge il focus sulla mensa, con la soluzione del M5S. E' presente Luigi Gallo.

Il 31 maggio Ferdinando Imposimato fa il suo endorsement per i Sindaci del M5S e per la Farese in un Museo del Sannio carico di entusiasmo e passione civile.

In questi tre mesi di campagna elettorale Marianna Farese e i candidati in lista hanno incontrato i cittadini in tutti i quartieri della città, organizzato il tour nelle contrade, intervenendo su tutte le questioni fondamentali all'ordine del giorno, polemizzando contro i due principali competitor, Clemente Mastella e Raffaele Del Vecchio.
Oggi, 3 giugno 2016, Marianna Farese e i 32 candidati chiuderanno la campagna elettorale dove l'hanno aperta: davanti all'Arco Traiano, simbolo delle straordinarie potenzialità di Benevento, collocato in una zona che ha visto la desertificazione delle attività commerciali e l'impoverimento complessivo della città.





Il mio auspicio è che i beneventani usino la matita come una spada per avviare la "rivoluzione gentile", facendo due croci (una sul nome di Marianna Farese e l'altra sul simbolo del M5S) e scrivendo due nomi (uno di donna, uno di uomo) scelti fra i 32 della lista...
 ... per riveder le stelle.